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Il Capriolo

Tipologia: Fauna
Classe: Mammiferi

Comportamento

Attivo soprattutto al crepuscolo, il capriolo è un animale prettamente solitario. Agile ed aggraziato, corre rapidamente con andatura a balzi. Anche dal punto di vista alimentare è molto selettivo preferendo alimenti energetici tuttavia facilmente digeribili.
Nel periodo degli amori i maschi intraprendono vere lotte territoriali facendo riecheggiare i loro abbai nei boschi.
A caratterizzare entrambi i sessi è lo specchio, una zona di pelo bianco, in area perianale, a forma di cuore nelle femmine e di rene nei maschi

ClasseMAMMIFERI
OrdineARTIODATTILI - ungulati con un numero pari di dita
FamigliaCERVIDAE - palchi caduchi solo nei maschi
GenereCAPREOLUS
SpecieCAPREOLUS
LunghezzaAltezza al garrese 70 - 77 cm;
lunghezza oltre 115 cm;
peso dai 20 ai 35 kg
Colore
Il mantello del capriolo cambia colore nelle varie stagioni. Grigio-bruno, con una macchia bianca sul posteriore (specchio), dei mesi invernali, al rosso-fulvo dell’estate. E’ caratteristico il mantello giovanile, marrone scuro pomellato lungo i fianchi per circa due mesi, basti pensare a BAMBI
Cibo
Alimenti facilmente digeribili ed energetici a basso contenuto di fibra grezza: germogli, gemme, fiori, bacche, frutta, tenere cortecce ed erbe
HabitatBoschi e radure
Esemplari
Non determinati.
Non è possibile stimare con precisione la consistenza globale della specie sul territorio nazionale, ma essa dovrebbe aggirarsi intorno ai 400.000 capi
Conservazione
Estinto agli inizi del ‘900 i primi avvistamenti risalgono agli anni ’80 grazie alla ricolonizzazione spontanea del territorio del Parco in seguito a reintroduzioni effettuate, negli anni ’70, nelle aree protette limitrofe.
La specie è stata oggetto di ripopolamento nel 2000-2001 con 30 individui liberati nella zona di Valle Castellana
Minacce
Il capriolo è specie cacciabile ai sensi dell’art. 18 della l. 11/02/1992, n.157. specie protetta dalla convenzione di Berna (l. 5/8/1981, n. 503, in vigore per l’Italia dall’ 1/6/1982) le misure di protezione esistenti consistono nell’istituzione di aree protette.
Il capriolo versa in uno stato di conservazione estremamente precario e risulta prioritaria la messa in atto di azioni tese da una parte a salvaguardare i nuclei autoctoni residui favorendone l'espansione e dall'altra lo sviluppo di programmi di reintroduzione ovunque gli enti gestori siano in grado di ridurre in maniera significativa il bracconaggio ed il randagismo canino, che rappresentano i principali fattori limitanti per il successo di tali programmi


Sitologia

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www.agraria.org  
www.ermesambiente.it

 

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